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[ BLOG / FINANZA AGEVOLATA ]

Credito d'imposta software 2026: cosa resta e cosa è finito

Tre canali chiusi fra il 31 dicembre 2025 e il 30 giugno 2026. Al loro posto l'iperammortamento al 180%, e un Allegato V che nomina Large Language Models, Agentic AI e process mining.

Adrian Sebastian Ciocaianu 14 min

Il credito d’imposta sui beni strumentali immateriali 4.0, il 15% dell’Allegato B che per anni ha pagato una fetta di ogni gestionale nuovo, è abrogato: l’ultima finestra utile si è chiusa il 30 giugno 2025. Il credito per l’innovazione tecnologica, quello al 5% che copriva i progetti software nuovi ma privi di contenuto di ricerca, si è fermato al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2025, e la legge di bilancio 2026 non lo ha prorogato. Il Piano Transizione 5.0 ha dichiarato l’esaurimento delle risorse il 6 novembre 2025.

Tre canali chiusi in diciotto mesi. Chi cerca oggi “credito d’imposta software” trova però guide aggiornate al 2024, perché nessuno riscrive un articolo che continua a portare traffico, e finisce per decidere una spesa su misure che non esistono più.

Al loro posto c’è una cosa diversa, e la differenza conta più delle aliquote. Il beneficio non è un rimborso, è una deduzione: l’iperammortamento introdotto dall’articolo 1 commi 427-436 della legge 199/2025 maggiora il costo deducibile invece di generare un credito da compensare in F24.

La parte che quasi nessuno ha aperto sta nell’Allegato V di quella legge. Fra i beni immateriali agevolabili compaiono, scritti così nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale, i Large Language Models, i sistemi di Agentic AI, le piattaforme MLOps, il process mining e le piattaforme low-code e no-code. Prima del 2026 nessun elenco di beni agevolabili della normativa fiscale italiana nominava gli agenti AI.

TL;DR

  • Chiusi: credito beni immateriali 4.0 Allegato B (ultimo investimento utile 30 giugno 2025), credito innovazione tecnologica (fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2025, non prorogato), Piano Transizione 5.0 (risorse esaurite dal 6 novembre 2025).
  • In chiusura: credito beni strumentali 4.0 Allegato A, investimenti da ultimare entro il 30 giugno 2026 e comunicazione di completamento entro il 15 settembre 2026 (decreto direttoriale MIMIT del 31 luglio 2026).
  • Iperammortamento 2026-2028: maggiorazione del costo ai soli fini delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing, 180% fino a 2,5 milioni, 100% fino a 10 milioni, 50% fino a 20. Investimenti dal 1 gennaio 2026 al 30 settembre 2028, solo per titolari di reddito d’impresa.
  • Credito ricerca e sviluppo: 10%, tetto 5 milioni annui, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2031, in compensazione F24 in tre quote annuali.
  • Credito design: riaperto per il solo 2026 al 10%, tetto annuo 2 milioni, plafond di 60 milioni a esaurimento, piattaforma MIMIT aperta il 7 luglio 2026.
  • Voucher Cloud & Cybersecurity del MIMIT: 50% a fondo perduto fino a 20.000 euro, dotazione 150 milioni di cui 71 al Mezzogiorno. Precompilazione dal 20 ottobre 2026, domande dal 10 novembre 2026 al 20 gennaio 2027, fornitori solo dall’elenco ministeriale.
  • L’Allegato V nomina: LLM per generazione di contenuti, documentazione tecnica e codice, Agentic AI, MLOps e process mining alla lettera dd); low-code e no-code alla gg); cybersecurity alla u); supply chain anche per drop-shipping e-commerce alla z); MES, SCADA e CMMS alla d).
  • La sequenza vale quanto il contenuto: comunicazione preventiva al GSE prima dell’investimento, conferma entro 60 giorni con almeno il 20% del costo pagato, completamento entro il 15 novembre 2028 con perizia asseverata e certificazione contabile.

Cosa è finito, e la data esatta in cui è finito

Le tre chiusure hanno cause diverse, e confonderle porta a conclusioni sbagliate.

Il credito beni immateriali 4.0 (l’Allegato B della legge 232/2016, l’elenco storico del software agevolabile) è stato abrogato dalla legge di bilancio 2025: ultima finestra utile il 30 giugno 2025, per i soli beni prenotati entro il 31 dicembre 2024 con acconto del 20%.

Il credito innovazione tecnologica copriva la maggior parte dei progetti software definibili come nuovi ma non di ricerca: 5% con tetto di 2 milioni, tetto di 4 milioni nella versione 4.0 e green, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2025. Nel testo della legge 199/2025 l’unica modifica alla legge 160/2019 in materia di ricerca, innovazione e design riguarda il design: della proroga non c’è traccia.

Il Piano Transizione 5.0 ha esaurito la dotazione e il decreto direttoriale del 6 novembre 2025 lo ha certificato. Resta la coda dell’articolo 8 del DL 38/2026, che riconosce per il 2026 un contributo pari all’89,77% del credito richiesto nelle comunicazioni rimaste senza copertura, nel limite di 1.302,3 milioni e utilizzabile in compensazione F24 entro il 31 dicembre 2026. Il testo originario del DL 38 parlava del 35% e di 537 milioni: chi cita ancora quei numeri legge una versione superata dal DL 42/2026.

Il 15 settembre 2026, per il credito beni strumentali Allegato A

Il credito sui beni materiali dell’Allegato A è ancora vivo per gli investimenti completati entro il 30 giugno 2026, con ordine accettato e acconto del 20% entro il 31 dicembre 2025, alle aliquote del 20% fino a 2,5 milioni, 10% fino a 10 milioni e 5% fino a 20, dentro un plafond nazionale di 2,2 miliardi.

La comunicazione di completamento va trasmessa entro il 15 settembre 2026, cioè il giorno dopo l’uscita di questo articolo. Il termine è quello del decreto direttoriale MIMIT del 31 luglio 2026, che lo ha esteso in deroga anche agli investimenti ultimati entro il 31 dicembre 2025, e la trasmissione dei modelli è presupposto per la fruizione: senza invio la procedura non si perfeziona.

Chi legge dopo quella data e non ha trasmesso ha comunque un passo utile prima di dare per persa la posizione. Il termine è già stato spostato tre volte (31 marzo, poi 31 luglio, poi 15 settembre 2026), quindi conviene verificare sul sito MIMIT se ne sia arrivata una quarta e portare il caso al proprio commercialista.

Quali agevolazioni sul software restano nel 2026?

Quattro, e una sola delle quattro è un credito d’imposta compensabile in F24 capace di accogliere una fattura di sviluppo su misura: il credito ricerca e sviluppo al 10%. Le altre tre sono il credito design al 10% per il solo 2026 a plafond, l’iperammortamento 2026-2028 con maggiorazione fino al 180%, e il Voucher Cloud & Cybersecurity del MIMIT al 50% a fondo perduto.

Il lavoro che sta dietro queste voci è concreto. In uno studio di servizi professionali, Obsidian Technologies ha portato la preparazione di una pratica fallimentare complessa da mezza giornata di un collaboratore senior a 40 minuti, con le scadenze procedurali tracciate e la conformità ricostruibile a posteriori. Se un software di quel genere sia agevolabile dipende da chi lo compra e da come finisce a bilancio, ed è il resto di questo articolo.

LevaQuanto valeFino a quandoChi può usarla
Credito ricerca e sviluppo10%, tetto 5 mln/anno, F24 in 3 quoteperiodo d’imposta in corso al 31/12/2031tutte le imprese residenti
Credito design10%, tetto 2 mln, plafond 60 mlnsolo 2026, a esaurimentoimprese che fanno design e ideazione estetica
Iperammortamentomaggiorazione 180% / 100% / 50%investimenti dal 1/1/2026 al 30/9/2028solo titolari di reddito d’impresa
Voucher Cloud & Cybersecurity50% a fondo perduto, max 20.000 eurodomande dal 10/11/2026 al 20/1/2027PMI e autonomi, professionisti inclusi

Tre note che la tabella non contiene e che cambiano la scelta.

Il voucher è l’unico canale aperto ai professionisti e l’unico in cui il SaaS e l’abbonamento sono spese ammesse per iscritto. In compenso è un aiuto in regime de minimis, e i servizi vanno acquistati da fornitori iscritti nell’elenco definito con il decreto direttoriale del 29 luglio 2026: un contratto con un fornitore non accreditato non è rimborsabile. La scheda MIMIT indica anche una soglia minima di spesa di 4.000 euro, dato da riverificare sul decreto prima di costruirci sopra un preventivo.

L’iperammortamento non rientra nel de minimis, perché è una misura fiscale generale, e resta quindi accessibile a chi ha già saturato il plafond con altri bandi. In cambio chiede capienza fiscale: un’impresa in perdita non ne trae beneficio immediato, un forfettario non ne trae nulla.

Il credito R&S entra in gioco solo se c’è incertezza tecnico-scientifica. La porta d’ingresso per la fattura di una software house è il contratto di ricerca extra muros dell’articolo 1 comma 200 lettera c) della legge 160/2019, ammesso se il commissionario è fiscalmente residente o localizzato in Italia, in un altro Stato UE o SEE, o in uno Stato white list.

Quale software entra nell’Allegato V?

Molto più di quello che entrava nel vecchio Allegato B. L’elenco copre software, sistemi, piattaforme, applicazioni, algoritmi e modelli digitali, e le lettere che riguardano una fornitura informatica sono almeno una dozzina.

  • c) software di supporto alle decisioni che acquisiscono e interpretano dati o immagini, on premise, su cloud e su dispositivi edge;
  • d) gestione e coordinamento della produzione: MES, SCADA, CMMS, fieldbus, sistemi IoT e cloud;
  • l) gestione della qualità del sistema produttivo;
  • n) industrial analytics su big data da sensoristica IoT;
  • o) intelligenza artificiale e machine learning per la qualità di processo e l’affidabilità del macchinario;
  • u) cybersecurity: protezione di reti, dati, programmi, macchine e impianti, incluse observability, detection and response e gestione del ciclo di vita dei dispositivi connessi;
  • v) virtual industrialization e Digital Twin;
  • z) sistemi di gestione della supply chain finalizzata anche al drop-shipping per e-commerce;
  • bb) piattaforme per gestione e coordinamento della logistica;
  • dd) intelligenza artificiale avanzata, con cinque sotto-voci esplicite;
  • ee) sostenibilità: Carbon Footprint, LCA, ESG, Digital Product Passport integrato con PLM, ERP e MES;
  • ff) data spaces conformi allo standard europeo IDS-RAM e convergenza IT/OT;
  • gg) piattaforme low-code e no-code per applicazioni industriali, dashboard operative e automazioni di processo.

La lettera dd), che è la novità vera

Le cinque sotto-voci dell’intelligenza artificiale avanzata vanno lette per come sono scritte:

  1. AI generativa, inclusi i Large Language Models, per generazione automatizzata di contenuti, documentazione tecnica, codice e supporto decisionale;
  2. Agentic AI: sistemi autonomi che eseguono task complessi, orchestrano flussi di lavoro e operano con capacità decisionale automatizzata nei processi operativi;
  3. piattaforme MLOps: versionamento, monitoraggio delle prestazioni, aggiornamento continuo, deployment;
  4. AI per la manutenzione predittiva;
  5. process mining.

Sul versante hardware, la nuova sezione IV dell’Allegato IV include infrastrutture HPC e server GPU per l’addestramento di modelli AI, edge computing industriale, workstation per machine learning, storage enterprise per data lake e dataset di training, reti 5G private e Wi-Fi 6, 6E e 7 enterprise.

Resta aperta una domanda che vale parecchio per chi compra solo software. Il comma 429 lettera a) cita insieme l’Allegato IV e l’Allegato V senza subordinare i beni immateriali a un investimento in beni materiali, a differenza del vecchio iperammortamento del 2016 che invece lo faceva, e diverse guide di consulenti affermano il contrario. La lettera della legge sembra ammettere il software in autonomia, nessuna FAQ del MIMIT o del GSE lo ha ancora confermato, e finché non accade il punto va trattato come aperto.

Il vincolo che nessuno racconta: si progetta prima del contratto

L’iperammortamento si prenota, non si chiede a fattura emessa. Il decreto interministeriale MIMIT-MEF del 7 maggio 2026 prevede tre comunicazioni sulla piattaforma GSE, in quest’ordine:

  1. Comunicazione preventiva per ciascuna struttura produttiva, con tipologia e ammontare degli investimenti in beni dell’Allegato IV e dell’Allegato V e data prevista di interconnessione. La piattaforma è aperta dal 12 giugno 2026.
  2. Comunicazione di conferma entro 60 giorni dall’esito positivo del GSE, con attestazione del pagamento di almeno il 20% del costo di acquisizione di ciascun bene e i dati delle fatture. Per il leasing il 20% si considera soddisfatto con la stipula del contratto.
  3. Comunicazione di completamento ad avvenuta interconnessione e comunque entro il 15 novembre 2028, con perizia tecnica asseverata di ingegnere o perito industriale iscritto all’albo (in alternativa l’attestazione di un ente di certificazione accreditato) e certificazione contabile di revisore legale iscritto alla sezione A del registro.

Il GSE verifica entro 10 giorni e l’ordine è cronologico. La maggiorazione rileva dal periodo d’imposta in cui si trasmette la comunicazione di completamento, a condizione che il bene sia entrato in funzione nello stesso periodo. Da qui discendono tre conseguenze che vanno decise prima della firma.

Il piano dei pagamenti fa parte del progetto. Un contratto saldato per intero prima di aprire la pratica, o al contrario un acconto simbolico del 5%, mettono a rischio un beneficio su un bene perfettamente ammissibile.

Il software va capitalizzato. La maggiorazione agisce sulle quote di ammortamento, e un costo spesato interamente nell’esercizio non genera quote su cui maggiorare. La scelta di iscrivere lo sviluppo fra le immobilizzazioni immateriali si fa con il commercialista quando si scrive il contratto.

L’interconnessione va dimostrata. Il comma 429 lettera a) richiede beni interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. La perizia deve poterlo verificare, quindi serve documentazione del flusso dati: tracciati, endpoint, sistemi collegati, non una dichiarazione generica.

Obsidian Technologies scrive il preventivo con le voci separate fra sviluppo capitalizzabile, servizi e canoni, prepara la descrizione tecnica del flusso dati che la perizia deve poter verificare, e sui contratti di ricerca rilascia al committente la relazione tecnica che il comma 206 mette a carico del commissionario.

Il credito R&S ha una sequenza formale sua: comunicazione preventiva al MIMIT sul modello del decreto direttoriale del 24 aprile 2024 prima dell’avvio e comunicazione di completamento a consuntivo, certificazione contabile del revisore legale (per chi non è obbligato alla revisione la spesa aumenta il credito fino a 5.000 euro), relazione tecnica controfirmata dal legale rappresentante. Esiste poi la certificazione facoltativa dell’articolo 23 del DL 73/2022, rilasciata dai certificatori iscritti all’albo MIMIT, che ha effetti vincolanti per l’amministrazione finanziaria: su un progetto software di confine è la differenza fra un credito difendibile e un contenzioso.

Le tre cose che i clienti chiedono e che non sono agevolabili

1. La personalizzazione su commessa. Le Linee guida MIMIT del 4 luglio 2024, che riprendono l’articolo 3 comma 3 del DM 26 maggio 2020, escludono dall’innovazione tecnologica i lavori svolti per adeguare o personalizzare i prodotti o i processi dell’impresa su specifica richiesta di un committente. Dal 2026 quella misura non esiste più, quindi il punto vale come avvertenza generale: il software su commessa non è di per sé attività agevolabile, né come innovazione né come ricerca e sviluppo, dove serve un’incertezza il cui esito non sia noto né desumibile allo stato dell’arte. Stessa sorte per manutenzione, correzione di difetti, aggiornamenti di routine e adeguamenti a obblighi normativi.

2. Il sito vetrina e l’e-commerce isolato. Nell’Allegato V non compaiono siti web, restyling grafici o negozi online in quanto tali. L’e-commerce entra in una forma sola, quella della lettera z): sistemi di gestione della supply chain finalizzata anche al drop-shipping. La differenza pratica è fra un negozio online che vive per conto suo e un sistema che muove ordini, scorte e fornitori dentro la catena.

3. Il canone SaaS dentro l’iperammortamento. Qui gira in rete un’imprecisione diffusa: l’esclusione del canone SaaS non compare nel testo del decreto del 7 maggio 2026. Diverse guide la presentano come un divieto espresso, e quell’articolo nel decreto non c’è. L’inammissibilità discende dal meccanismo, cioè dal fatto che la maggiorazione opera sulle quote di ammortamento e sui canoni di leasing e presuppone un bene capitalizzato in bilancio. Il risultato pratico coincide, ma sapere da dove viene la regola serve quando si discute un contratto misto fra licenza capitalizzata e servizio ricorrente. Per il SaaS puro il canale giusto è il Voucher Cloud & Cybersecurity.

Un software sviluppato in Italia conta come bene prodotto nell’Unione europea?

Il comma 427 subordina la maggiorazione al fatto che si tratti di beni prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo, e il requisito vale anche per i beni immateriali dell’Allegato V. Come si stabilisca il luogo di produzione di un software, però, non è chiarito né dalla legge né dal decreto attuativo, e non risulta prassi ufficiale sul punto: conta dove il codice viene scritto, la sede legale del fornitore, o la provenienza dei modelli sottostanti? Nessuna delle tre letture ha oggi una risposta ministeriale.

Quello che si può dire senza forzare: per chi acquista da uno sviluppatore italiano che scrive il codice in Italia la posizione è documentabile con contratto, luogo di esecuzione e attestazione del fornitore, e regge sotto tutte e tre le letture. Per una licenza di piattaforma comprata da un vendor extra-europeo la stessa dimostrazione è tutta da costruire. È un argomento tecnico a favore di un fornitore europeo, e va messo per iscritto nel contratto invece di darlo per scontato, perché è il tipo di requisito che viene verificato in sede di controllo anni dopo.

Gli errori che fanno perdere il beneficio

1. Firmare e fatturare prima di aprire la pratica GSE. La comunicazione preventiva viene prima dell’investimento, e questo è l’errore più costoso: colpisce progetti ammissibili sotto ogni altro profilo.

2. Sommare iperammortamento e credito 4.0 sullo stesso bene. Il comma 431 ammette il cumulo con altre agevolazioni nazionali ed europee sui medesimi costi, purché il sostegno non copra le stesse quote di costo, non si superi il costo sostenuto e la base sia assunta al netto delle altre sovvenzioni. Vieta però espressamente la maggiorazione sugli investimenti che beneficiano del credito beni strumentali 4.0 della legge di bilancio 2025.

3. Contare sul beneficio di cassa nel 2026. L’acconto d’imposta dovuto per il periodo in corso al 31 dicembre 2026 si calcola senza tener conto dell’iperammortamento. Il vantaggio finanziario arriva dopo, e va messo nel piano di cassa con la data giusta.

4. Cedere il bene senza sostituirlo. La decadenza scatta per cessione senza sostituzione con un bene di caratteristiche analoghe o superiori nello stesso periodo d’imposta, per documentazione non conservata o per dichiarazioni non veritiere. Il recupero lo fa l’Agenzia delle Entrate su segnalazione del GSE, con interessi e sanzioni.

FAQ

Esiste ancora un credito d’imposta per l’acquisto di software nel 2026?

Solo il credito ricerca e sviluppo al 10%, e solo se il progetto comporta il superamento di un’incertezza tecnico-scientifica il cui esito non è noto né desumibile allo stato dell’arte. Il credito sui beni immateriali 4.0 dell’Allegato B è abrogato e il credito innovazione tecnologica è cessato con il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2025. Per il software che non è ricerca la leva fiscale del 2026 è l’iperammortamento, che è una deduzione maggiorata.

Quanto vale davvero una maggiorazione del 180%?

Il conto è aritmetico: su 100.000 euro di costo di acquisizione agevolabile la deduzione complessiva arriva a 280.000 euro, ripartita sulle quote di ammortamento. Quanto valga in imposta risparmiata dipende dall’aliquota applicabile e dalla capienza fiscale dell’impresa, e va calcolato sul bilancio dal commercialista.

Un agente AI rientra fra i beni agevolabili?

La lettera dd) dell’Allegato V nomina espressamente i sistemi di Agentic AI capaci di eseguire task complessi, orchestrare flussi di lavoro e operare con capacità decisionale automatizzata nei processi operativi. Restano da soddisfare i requisiti generali: bene nuovo, capitalizzato, interconnesso al sistema di gestione della produzione o alla rete di fornitura, con perizia asseverata e comunicazioni GSE nell’ordine previsto.

Un professionista o uno studio possono usare l’iperammortamento?

No. La misura è riservata ai titolari di reddito d’impresa con strutture produttive nel territorio dello Stato. L’unico canale di questo gruppo aperto anche ai professionisti è il Voucher Cloud & Cybersecurity del MIMIT, che richiede un contratto di connettività di almeno 30 Mbps in download.

Il canone di un gestionale in cloud è agevolabile?

Non con l’iperammortamento, perché la maggiorazione opera sulle quote di ammortamento e un canone periodico non ne genera. Lo è con il Voucher Cloud & Cybersecurity, dove i servizi SaaS di contabilità, gestione HR, ERP, CMS, e-commerce e CRM compaiono fra le spese ammissibili, insieme a cloud IaaS e PaaS e alla cybersecurity, con i servizi ausiliari di configurazione e assistenza entro il 30% della spesa.

Chi scrive la relazione tecnica del credito ricerca e sviluppo?

Per le attività svolte internamente la redige l’impresa e la controfirma il legale rappresentante. Per le attività commissionate a terzi la redige e la rilascia al committente il commissionario, cioè il fornitore che esegue il lavoro. È un obbligo di legge e un deliverable contrattuale: va scritto in offerta e prezzato, perché nessuno lo produce a titolo gratuito dopo la chiusura del progetto.

Le quattro leve rimaste, e quale guardare per prima

L’ordine giusto per una PMI che deve decidere entro fine anno è questo. Software di produzione, logistica, qualità, cybersecurity o intelligenza artificiale: si parte dall’iperammortamento, la leva più capiente e la sola che obbliga ad aprire una pratica prima di firmare. Progetto con dentro un’incertezza tecnico-scientifica vera: si valuta in parallelo il credito ricerca e sviluppo, con comunicazione preventiva al MIMIT e relazione tecnica messe in contratto dall’inizio. Cloud, cybersecurity o gestionale in abbonamento: si guarda al Voucher Cloud & Cybersecurity e si verifica subito che il fornitore sia nell’elenco ministeriale, perché la precompilazione apre il 20 ottobre 2026. Il credito design resta in tabella per completezza: tocca un progetto software solo in casi particolari.

Se avete un progetto di agenti AI, modernizzazione di un gestionale o automazione documentale e volete capire in quale voce dell’Allegato V finisce ciascuna parte del preventivo, scriveteci: mezz’ora basta a dire se conviene aprire la pratica GSE e cosa va capitalizzato.

Per il resto della mappa: il Voucher Doppia Transizione 2026 copre consulenza e formazione che qui non entrano, l’Autoimpiego e Resto al Sud 2.0 è la strada di chi sta aprendo adesso, la Nuova Sabatini ragiona per posta di bilancio e si combina con l’iperammortamento nei limiti del comma 431, e le pagine agenti AI, modernizzazione legacy e automazione documentale con AI descrivono il lavoro che le lettere dd), d) e gg) nominano.

Fonti: il testo della legge 199/2025 in Gazzetta Ufficiale con l’Allegato IV e l’Allegato V, la scheda MIMIT del Nuovo Piano Transizione 5.0 e iperammortamento con il decreto interministeriale del 7 maggio 2026, la scheda del credito d’imposta ricerca e sviluppo e quella del Voucher Cloud Computing e Cyber Security. Informazioni verificate sui testi normativi al 13 settembre 2026: le misure a plafond si esauriscono e i termini amministrativi sono già stati prorogati più volte, quindi vanno ricontrollati sul sito dell’ente prima di impegnare spese.

Tag: credito-imposta-softwareiperammortamentoallegato-vfinanza-agevolataintelligenza-artificialericerca-e-sviluppopmi
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